la serata apparteneva a lei.
Non avrei permesso che il momento da lui scelto diventasse il ricordo più importante del matrimonio di nostra figlia.
Sono tornata a casa tardi. Mi sono tolta le scarpe nel corridoio buio. In cucina c’erano ancora i resti della fretta del mattino: una tazza nello scolapiatti, una forcina sul bancone, un pezzo di nastro avanzato dal fioraio.
In frigorifero ho trovato una piccola scatola bianca con una torta che mia sorella mi aveva dato prima di lasciare il matrimonio.
All’una e mezza del mattino stavo